Grand Hotel Villa Serbelloni Luxury Magazine
10
AGO
2015

pubblicato in:

Beauty&spa

10 AGO 2015 pubblicato in:
Beauty&spa

FALSI MAGRI

Specchi per le allodole, i programmi che promettono la magrezza in pochi giorni nascondono sempre una delusione.

Vacanze, tempo di remise en forme. Immergersi nella natura, rallentare i ritmi e riconciliarsi con se stessi sono elementi che favoriscono il riequilibrio del sistema mente-corpo facilitando anche la perdita di peso. Ma senza aspettative irrealistiche. Le promesse di dimagrimento rapido, infatti, possono essere specchietti per le allodole che in molte spa illudono l’ospite di poter risolvere il problema del sovrappeso in pochi giorni.

E scientificamente ed eticamente scorretto promettere sensibili cali di peso in pochi giorni” spiega la dottoressa Dusia Bucher, biologa e responsabile della spa del Grand Hotel Villa Serbelloni di Bellagio. Se è vero, infatti, che basta depennare pasta, riso e pane dai menù per eliminare fino a 4 chili in una settimana, la perdita sarà di liquidi più che di grasso e, non appena tornati a regime normale, l’ago della bilancia tornerà dove era prima. Per come è settata la fisiologia del nostro corpo, infatti, non si può perdere più di mezzo chilo, massimo un chilo di grasso alla settimana, lasciando al cervello di registrare questo cambiamento se vogliamo che sia stabile.  Quindi la velocità è, in realtà, nemica del dimagrimento.

Certo è più facile andare incontro alle aspettative di molti clienti accontentandoli con una diminuzione immediata e temporanea” continua l’esperta “ma se si vuole essere onesti e non vendere bolle di sapone bisogna dire le cose come stanno”. Cosa si può fare allora nel breve tempo di una vacanza? “Perseguire il massimo benessere possibile con un programma di trattamenti olistici.  Obiettivo? Raggiungere uno stato di piacere e di distensione che facilita automaticamente il ripristino di quell’equilibrio psicofisico che influisce beneficamente anche sul controllo del peso. Se siamo tranquilli, sereni e non in ansia, ecco che la fame psicologica facilmente scompare, e si mangia meno non per costrizione ma perché si vive in stato di maggiore appagamento”.

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