Grand Hotel Villa Serbelloni Luxury Magazine
02
MAR
2016

pubblicato in:

Cultura

02 MAR 2016 pubblicato in:
Cultura

BON TON…UN CLASSICO INTRAMONTABILE

Nella società odierna è sempre più facile venire a contatto con atteggiamenti di dubbio costume.

Ci stiamo sempre più abituando a veder messi in pratica comportamenti e gesti che solo pochi anni fa avrebbero creato imbarazzo alla maggior parte delle persone.

Negli ultimi tempi, però, si sta tornando a porre attenzione all’arte delle buone maniere, simbolo di eleganza e raffinatezza, adesso liberate dal loro esclusivo dominio delle classi sociali più elevate.

Vediamo qualche pillola di Bon Ton che potrà sicuramente esserci utile e farà sicuramente piacere alle persone che ci circondano.

 

Al ristorante

Arrivati al ristorante l’uomo precede la donna e si fermeranno in attesa di un cameriere che li accompagni al tavolo. La donna siede nel posto migliore, ed il cameriere (o l’uomo che l’accompagna) devono spostare la sedia per farla facilmente accomodare.
Per le richieste al cameriere e per la scelta delle portate un tempo le donne non si rivolgevano direttamente al cameriere ma era l’accompagnatore a parlare per loro; oggi tale costume è superato. Alcuni uomini, tuttavia, preferiscono “gestire comunque la situazione”...e spesso le dame non disdegnano!

Quando si è ospiti di qualcuno non si eccederà nella scelta delle portate, ne optando per piatti troppo costosi, ne scegliendone estremamente economici; si potrebbe rischiare di mettere in difficoltà, nel primo caso, o di offendere nell’altro.

Per chiamare il cameriere al tavolo sarà sufficiente un cenno con il capo o con la mano.
Il conto, per tradizione, va pagato dall’uomo, a meno che non sia stata la donna a elargire l’invito.

In gruppo o tra giovani è anche possibile pagare “alla romana”, ovvero dividendo la cifra in parti uguali. Assieme al totale del conto è bene lasciare una mancia pari al 5-10% della somma.

In uscita gli uomini aiuteranno le donne a alzarsi e ad indossare il soprabito e le seguiranno. Giunti alla porta saranno i primi ad uscire per poi tenere la porta alle signore.

 

Il Telefono

Quando si telefona è bene evitare alcuni orari durante i quali si rischia di disturbare come la mattina presto, la sera tardi e le ore dei pasti. Se per motivi urgenti si telefonerà in queste fasce orarie sarà auspicabile porgere le nostre scuse per l'inadatto momento.

In una conversazione telefonica ci si deve anzitutto identificare e subito dopo chiedere, con gentilezza, della persona con cui si vuole parlare.
La stessa regola vale anche per quando si contatta qualcuno al telefono cellulare.

Per la chiamata “mobile” inoltre esistono altre piccole accortezze da seguire: va sempre spento, o almeno tenuto con la suoneria disinserita, nei luoghi in cui può arrecare disturbo come uffici, teatri, cinema, luoghi di culto. Se il telefono squilla mentre si è in presenza di altre persone ci si dovrebbe scusare; mentre se si deve telefonare si chiederà la possibilità di congedo alle altre persone presenti.
Anche la scelta della suoneria è molto importante. Motivetti all’ultima moda a volume altissimo non sono certo simbolo di eleganza. Meglio scegliere un tradizionale trillo o al massimo un breve accenno di qualche discreto brano del repertorio classico.

SMS ed MMS vanno usati con parsimonia.
Non si devono intavolare lunghe discussioni (perché in tal caso sarebbe più appropriato telefonare) bensì utilizzarli solo per comunicazioni rapide e perlopiù che non necessitano una risposta. Inoltre è bene fare attenzione nella compilazione dei messaggi perché questi per la loro brevità e per il linguaggio utilizzato possono facilmente essere fraintesi e creare equivoci e malintesi.

 

La conversazione

La conversazione è uno dei nostri principali biglietti da visita: mostra la nostra educazione, il nostro background culturale ed il nostro carattere.

In tal senso è bene rispettare alcune semplici regole.
Prima di tutto è bene ricordare che non è lecito interrompere un discorso.
Per nessuna ragione, dunque, si interrompono le persone che stanno parlando, né con noi né con altri.

Attenzione particolare va alla propria moglie o marito. Questi non si interrompono (né si correggono) e si lasciano finire i discorsi prima di iniziarne eventualmente di nostri.
Non c’è niente di più deprimente di quei mariti che interrompono ogni resoconto e osservazione della consorte con un: “Non è vero! Hai torto! Cara, non ti accorgi che stai annoiando tutti quanti?”.

E’ importante, poi, fare attenzione agli argomenti di conversazione; una serata tra amici, ad esempio, che degenera in barzellette è quasi peggio di una che “degenera” in “momento foto delle vacanze di dieci anni fa”.

Assolutamente da evitare sono i pettegolezzi, poco eleganti e molto pericolosi: essi infatti rappresentano un arma a doppio taglio, poiché, la prossima volta, potreste essere voi oggetto di conversazione.

Con le signore, oltre a quello dei figli e della casa, argomento di sicuro successo è quello riguardante la moda o lo shopping, anche la meno interessata e informata avrà sempre di che parlare.

L’educazione di una persona si rivela anche attraverso la voce, il linguaggio, il tono e l’accento che usa nel parlare. Bisogna quindi cercare, da un lato, di eliminare o correggere i difetti di pronuncia, il marcato accento dialettale e le locuzioni “poco italiane”; dall’altro, di evitare di intervallare i propri discorsi con frasi banalmente spregiudicate e disinvolte.

Sarà bene utilizzare quindi un tono pacato ed un linguaggio semplice, corretto e garbato.

E buon bon ton!

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