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28
LUG
2016

pubblicato in:

Moda

28 LUG 2016 pubblicato in:
Moda

BUON COMPLEANNO BIKINI: 70 ANNI DI STORIA!

Nel 1946 il bikini fece la sua prima comparsa a una sfilata di moda che si tenne a Parigi.

Oggi quel tipo di costume è così diffuso che è difficile capire il motivo per cui, fino a qualche decennio fa, le persone lo trovassero offensivo: quando fu presentato, scandalizzò a tal punto che nemmeno le modelle francesi della sfilata di inaugurazione vollero indossarlo e il suo ideatore fu costretto chiamare una spogliarellista, Micheline Bernardini.

Da quel giorno, però, il bikini si è gradualmente imposto in tutto il mondo, fino a diventare la norma in moltissime spiagge.

La sfilata del ‘46 non fu esattamente la prima occasione in cui una donna indossava il famoso costume.

In un mosaico del quarto secolo d.C. ritrovato nella provincia di Enna, è raffigurato un gruppo di ragazze mentre compiono degli esercizi di ginnastica in una specie di costume che ricorda molto il bikini.

Dal 1870, le donne hanno iniziato a fare il bagno in pubblico, abbigliate con abiti più leggeri di quelli indossati nella vita quotidiana, ma sempre molto coprenti e dotati di gonna. Il problema principale non era solo quello di evitare di esporre il proprio corpo: a quell’epoca, infatti, la moda imponeva alle donne di preservare il proprio colorito di porcellana.

Dai primi anni del Novecento: il costume diventa una tunica abbinata a un paio di pantaloni attillati e gradualmente si iniziano a scoprire le braccia e polpacci. Con il passare degli anni le donne iniziano a sperimentare modelli di pantaloncini più corti e scollature più ampie sulla schiena.

Negli anni Quaranta, come scrive Kelly Killoren nel suo libro The Bikini Book, le donne attraenti venivano soprannominate “bombe” mentre “atomico” era uno degli aggettivi più in voga per descrivere qualcosa di notevole.

Di conseguenza quando due stilisti francesi idearono in maniera indipendente una versione più succinta del costume a due pezzi, entrambi usarono dei nomi di quel campo semantico per indicare i loro prodotti.

Il primo stilista, Jacques Heim, creò l’atomo.

Il secondo, Louis Heard, presentò il suo progetto cinque giorni dopo che gli Stati Uniti avevano iniziato dei test con la bomba atomica nell’atollo di Bikini, nelle Isole Marshall.

Con una notevole intuizione di marketing, Reard chiamò la sua invenzione bikini, implicando che la sua importanza fosse comparabile a quella della nuova bomba. Grazie al suo nome, l’invenzione del bikini fu ripresa in tutto il mondo.

Nel 1951 durante il concorso di Miss Mondo il provocatorio costume a due pezzi fu nuovamente vietato e sostituito da un unico pezzo coprente, considerato quale sinonimo del buon gusto.

La popolarità del bikini esplose agli inizi degli anni ‘60, più per motivi etici che estetici, tuttavia grazie a fattori tanto influenti come le grandi dive del cinema, i mezzi di comunicazione e l'apertura politica e sociale dell’ovest, iniziò gradualmente la sua ascesa nelle simpatie di molti.

Da allora questo stuzzicante capo del guardaroba femminile è entrato prepotentemente a far parte dell'armamentario seduttivo del gentil sesso, variato e disegnato in mille maniere, alcune delle quali fra le più impensabili. Inizialmente indossato da attrici e cantanti, che lo utilizzarono per esibire le loro forme solitamente perfette (o solo per suscitare un po' di scalpore), con il tempo è diventato "patrimonio comune" delle donne di tutto il mondo e di ogni condizione sociale.

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