Grand Hotel Villa Serbelloni Luxury Magazine
23
FEB
2017

pubblicato in:

Cultura

23 FEB 2017 pubblicato in:
Cultura

LE TRADIZIONI AUTENTICHE DEL LAGO: IL CARNEVALE DI SCHIGNANO

Il teatrale carnevale di Schignano si svolge secondo il rito romano , quindi “và in scena” il sabato ed il martedì grasso, il giorno che precede il “mercoledì delle ceneri” ed è sicuramente uno dei carnevali più famosi della provincia di Como, data la sua unicità.

La città di Schignano mantiene ancora oggi il carattere antico di questa manifestazione, arrivata sino ai giorni nostri grazie alla partecipazione degli Schignanesi e all'impegno della Pro Loco.

La rappresentazione si svolge sulla contrapposizione di due maschere principali il Bello ed il Brutto.

Importanti sono le maschere in legno, scolpite a mano dalla radice di noce, che vengono gelosamente custodite da chi le ha realizzate e concesse esclusivamente per il Carnevale di Schignano.

La maschera del bello presenta lineamenti eleganti mentre la maschera del Brutto ha un aspetto decisamente più grottesco. Alcune maschere risalgono quasi a duecento anni fa.

Il palco teatrale della manifestazione è la piazza principale del paese, i vicoli interni e le strade con congiungo le varie frazioni.

Ecco le maschere più famose:

I Sapeaur e La Sigurtà: Due maschere che aprono il corteo, vestiti con pelli di pecora, il volto dipinto di nero e con baffi e lunga barba bianca, in testa un cappello sempre di pelle di pecora. In mezzo ai due Sapeaur la figura della Sigurtà che rappresenta la sicurezza, vestita con un cappello di tipo militare, una mantella grigioverde e la fascia con la scritta Sicurtà.

Il Mascarun: (bello) la maschera che rappresenta l'“antico signorotto”, vestita con un costume sgargiante e multicolore, con una grande pancia e dalle movenze eleganti e ritmate così da far squillare le quattro “bronze” (campane di bronzo), che completano il travestimento.

Il Brut : (brutto) maschera che rappresenta il povero sottomesso al signorotto, vestito miseramente in contrapposizione al Bello. Anche i suoi movimenti sono sgraziati e burleschi. Completano la maschera 4 campanacci detti “cioch”.

La Ciocia: maschera che rappresenta la moglie serva del Mascarun ed è tenuta legata ad una corda dallo stesso Mascarun per tutto il tempo della manifestazione., vestita con abiti femminili di vecchia fattura, per lo più di colori scuri, il volto dipinto di nero, con in mano gli attrezzi per filare (rocca e fuso) e per tutta la durata della manifestazione impreca contro il marito.

Il Carlisep: maschera rappresentata da un fantoccio che rimane appesa per alcuni giorni in piazza per poi trasformasi magicamente in una maschera vivente che scappa lungo le vie del paese per sfuggire al rogo che decreterà la fine del carnevale.

Tutto il corteo ha come colonna sonora la “fugheta” suonata da alcuni componenti della banda di Schignano.

Al corteo si aggiungo una serie di altre maschere e la folla di turisti che arrivano da tutta la provincia.

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